lunedì 31 agosto 2015

AL CEBIT 2016 IL CONCORSO RIVOLTO ALLE UNIVERSITÀ DI TUTTO IL MONDO

Il dipartimento University Relations ha annunciato la quinta edizione dell’Idea Contest, concorso internazionale indetto in occasione dell’annuale CeBIT. La competizione è aperta a membri di facoltà e studenti universitari di tutto il mondo, i quali sono invitati a presentare proposte creative per un progetto da illustrare al CeBIT 2016, la manifestazione IT più importante a livello internazionale.

La competizione è aperta a membri di facoltà e studenti universitari di tutto il mondo, i quali sono invitati a presentare proposte creative per un progetto da illustrare al CeBIT 2016, la manifestazione IT più importante a livello internazionale.

Requisito per la realizzazione del progetto è l’utilizzo della Digital Business Platform di Software AG. Inoltre, esso deve essere riferito ad uno scenario concreto, orientato al mercato, ed evidenziare le funzionalità della piattaforma in merito a big data, Industry 4.0, integrazione e business process management. Il progetto vincente riceverà fino a 10,000 € per la relativa implementazione.

ILLEGALE CREARE FALSI PROFILI SUI SOCIAL NETWORK

“Chi crea falsi profili (detti anche "fake") su Facebook o altri social network è punibile sia civilmente che penalmente”. Infatti, per questa tipologia di reato la legge prevede fino ad un anno di reclusione. Lo ha affermato  la Corte di Cassazione che in una recente sentenza ha portato alla condanna di una donna che aveva creato su Facebook un falso profilo con un nome di fantasia e, con questo account, aveva molestato una vicina di casa.

Image Source: Dennis Skley, Flickr, Creative Commons

Ne parla questo mese il blog scientifico Gravità Zero, che precisa che non c'è necessariamente ipotesi di reato sanzionabile penalmente se si crea solo e intenzionalmente account falsi sul social network Facebook. Tuttavia anche siccome le società che proprietarie dei social network vietano la creazione di falsi profili, la società stessa potrebbe adire il giudice per veder condannare l’utente che ha illegalmente utilizzato il mezzo. Nel migliore dei casi si rischia il blocco del servizio. 

Creare falsi profili sui social network  per occultare la propria identità pubblicare frasi offensive (es. diffamazioni, calunnia, minacce o molestie) che possono ledere la reputazione di qualcuno, può costare caro in quanto va a commettere il reato di “Sostituzione di persona”.

Per la Polizia postale, che è composta da informatici esperti, è alquanto semplice individuare le persone sull’web. Infatti, chi si iscrive a Facebook lascia sempre una traccia di sé. Per esempio, tramite l'indirizzo mail o il numero di cellulare con cui si effettua la registrazione possono partire le indagini.

Gravità Zero spiega anche come si individua un falso profilo, come lo si segnala alle autorità competenti, e poi riporta un caso diverso in cui una azienda (o un datore di lavoro) può creare un falso profilo per "spiare" un dipendente scorretto.



sabato 1 agosto 2015

COME IRRITARE UN FISICO

Irritare un fisico, soprattutto se con un dottorato in fisica delle particelle, è molto semplice. Provate a fargli una domanda sul suo lavoro e freddatelo chiedendogli cosa pensa della "Particella di Dio" (usate proprio questo termine), magari facendo qualche cenno alla realtà divina dell'Universo.

Il nome fu coniato da Leon Lederman direttore del Fermilab, mentre preparava il discorso che avrebbe fatto l’indomani davanti al congresso americano per chiedere nuovi finanziamenti).

Termini come questo non sono molto diversi, concettualmente, da "Big Bang" (utilizzato dal fisico Frey Hoyle). Oppure da "Buco Nero" (voluto dal fisico John Wheeler) Oppure "SuperLuna", o "energia oscura". [*]
Eppure hanno un comune denominatore: sono tutti termini poco scientifici, e in particolare il termine "Particella di Dio" è aborrito dalla comunità scientifica.

La “mano di Dio“ è una immagine ai raggi x di NuStar, il telescopio della Nasa.
Si tratta di un’enorme nube di materiale generata dall’esplosione di una stella, una supernova.





Il fatto è che l'uso della lingua è importante ai fini di stimolare il grande pubblico, perché può agevolare un tipo di comunicazione chiamata "iconica" (visiva).

La scoperta al Cern, il successo del modello cosmologico, la teoria delle stelle collassate oltre la loro densità critica  non avrebbero avuto tanto spazio ed eco sui giornali di tutto il mondo senza questo colorito modo di interpretare alcune delle imprese scientifiche del nostro tempo.
  

Gran parte del successo popolare del Bosone di Higgs lo si deve proprio all'appellativo che gli diede Leon Lederman (Nobel per la fisica 1988). In realtà Lederman voleva chiamarla "particella maledetta". Per fortuna seguì il consiglio del suo editore, che aveva più fiuto evidentemente per il marketing e conosceva i suoi polli.

La comunicazione iconica non è nuova alla scienza: pensate alla "mela caduta in testa a Newton" che, vuole la leggenda, abbia prodotto l'insight per la teoria della Gravitazione Universale. Sappiamo bene che siamo alla presenza di un falso storico e che quella mela probabilmente non è mai realmente esistita (ma a chi importa?).   Frutto - è proprio il caso di dirlo - di uno scrittore dell'800. Ma la scienza si comunica anche per immagini ed emozioni. E quanti senza quella celebre mela si ricorderebbero di una delle menti più brillanti di ogni tempo

E come per i ragni di Lalande (aneddoto ricordato da Piero Bianucci, giornalista scientifico e divulgatore torinese)  le emozioni servono ad avvicinare e a incuriosire i più distratti. Coloro che mai e poi mai si interesserebbero a quello che succede al CERN. "Una delle astuzie tecniche per rendere più accattivante il discorso scientifico". Dopo (solo dopo) inizia la vera, grande divulgazione! E chi sa come cogliere al balzo l'occasione del clamore suscitato, non perde il suo tempo a lamentarsi o a prendersela con i giornalisti! Ma si comporta come un'altro grande scienziato e ottimo divulgatore che è il Prof. Giovanni Bignami. Per nulla intimorito dall'epiteto inglorioso lo sa sfruttare a proprio vantaggio per aumentare il pathos della scoperta. 

Margherita Hack spiegava come il Bosone di Higgs sembrasse giustificare l'esistenza della materia nell'universo. Se così è, allora il bosone di Higgs è Dio, afferma ironicamente.



Non siete ancora convinti? Leggete quanto scrive Ignazio Licata a proposito del Manifesto della Slow Science. “We are scientists. We don’t blog. We don’t twitter. We take our time”
È bene leggerlo. Per non prendere cattive abitudini. 
Higgs spiegato da Miller: http://www.hep.ucl.ac.uk/~djm/higgsa.html 
Manifesto dalla Slow Science: http://slow-science.org/


NOTE  [*] Altri epiteti e frasi celebri di scienziati a sfondo "divino"

- "Divina proporzione" (per il rapporto Aureo di Fibonacci)
- "Dio non gioca ai dadi con l'Universo" (lettera di Albert Einstein a Niels Bohr)
- "Non dire a Dio come deve giocare" (risposta di Niels Bohr ad Einstein)
- "Non riesco ancora a credere che Dio giochi a dadi"."Ma forse mi sono guadagnato il diritto di commettere degli errori"(Albert Einstein a John Wheeler e  Richard Feynman)
-  Un aneddoto vuole che mentre il grande matematico Eulero si trovava alla corte russa, arrivasse lì Denis Diderot. Il filosofo, che incitava all'ateismo, chiese beffardamente a Eulero se avesse una dimostrazione matematica dell'esistenza di Dio. Eulero rispose: "Signore, \begin{matrix}\frac{a+b^n}{n}=x\end{matrix}quindi Dio esiste!
- Kurt Gödel: la prova matematica dell'esistenza di Dio




[1] Il termine "SuperLuna" è stato recentemente sdoganato in Italia anche da INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica)

sabato 25 luglio 2015

PERCHÉ DOTARSI DI UN UFFICIO STAMPA WEB

L'avvento di Internet e lo sviluppo dei nuove media digitali ha ampliato le responsabilità e le competenze dell'Ufficio Stampa. Le aziende devono  dotarsi di esperti della comunicazione preparati per adeguarsi al cambiamento. 



Come è cambiato il ruolo dell'Ufficio Stampa. 

C'era una volta l'addetto stampa che curava la comunicazione di un'azienda con i giornalisti. Giornalista egli stesso, si occupava di scrivere e inviare comunicati stampa, ritagliare pezzi di giornale per la rassegna stampa, organizzare le interviste...

Poi è arrivato Internet e con esso, la possibilità di una più ampia diffusione dell'informazione.

Il Web 2.0, poi, ha stravolto completamente le regole della comunicazione, che è passata da uni- a multidirezionale.
Le persone usano il web e i social media per ottenere informazioni in tempo reale, ma anche e soprattutto per condividere contenuti, inviare pareri, scambiarsi pareri, comunicare direttamente con le organizzazioni.

In questo panorama, anche il ruolo dell'Ufficio Stampa è cambiato. O meglio, arricchito. Di fatto, esso non si rivolge più ai soli giornalisti,  ma ha il compito di curare l'immagine dell'azienda per cui lavora direttamente con il pubblico. E quindi con consumatori, blogger, opinionisti...
Del resto anche lo stesso giornalismo e' cambiato, passando da tradizionale ad online.

I requisiti e i compiti dell' ufficio stampa sono invariati:

  • dare visibilità all'azienda
  • difendere la reputazione dell'ente per cui lavora
  • conoscere i media
  • saper parlare
  • saper scrivere
  • essere persuasivo
  • scrivere comunicatri stampa
  • gestire la cartella stampa
Il nuovo ufficio stampa web però:
  • conosce e usa i nuovi media
  • scrive comunicati stampa online
  • costruisce una cartella stampa sul web
  • gestisce la rassegna stampa online
  • usa i social network
  • utilizza strumenti specifici per  monitorare le opinioni dei consumatori
  • media e risponde a commenti e richiste del pubblico (stampa, cittadinanza) per conto dell'azienda attraverso i nuovi media
  • si destreggia abilmente nella dimensione virale della comunicazione digitale 
Dotarsi di un ufficio stampa web e' un valore aggiunto che   porta valore all'azienda e costruisce la sua reputazione direttamente con i clienti. 


sabato 11 luglio 2015

GLI ERRORI PIÙ COMUNI CHE LE AZIENDE COMMETTONO NEL COMUNICARE

Comunicare con il pubblico è uno dei requisiti fondamentali che un'azienda deve possedere per  farsi conoscere, trarre profitto, difendere la propria immagine.
Questo implica conoscere il proprio pubblico e usare i suoi stessi mezzi di comunicazione.



Nascita e sviluppo del WWW sono stati una rivoluzione nell'ambito della comunicazione.

Il numero di Italiani che usa oggi la rete è  il più basso in Europa. Di questi però il 75%  usa i social network, ben oltre la media europea (Fonte: We are social 2015).
Perché? Cercano informazioni, confrontano e ricercano prodotti.

Come rispondono le aziende?
Sebbene i dati recenti dimostrino che vi sia stato un aumento del numero di aziende con un sito web e un profilo social, ancora pochissime sono le imprese in grado di utilizzare i nuovi media in maniera efficace.

I risultati ottenuti testimoniano anche come essi siano ancora molto spesso gestiti in maniera un po’ improvvisata e poco consapevole delle logiche comunicative e dei linguaggi propri di ciascuno di tali canali - afferma il Prof. Guido Di Fraia, direttore del master in Social Media Marketing & Web communication che ha guidato la ricerca SocialMediAbility nel 2012. 

I risultati di ciò sono indubbiamente negativi. In una società che fa un uso sempre più continuo della rete in forma attiva e partecipativa, non sfruttare in pieno le potenzialità del web significa essere tagliati automaticamente fuori.

Vediamo quali sono i punti deboli che minacciano una comunicazione strategica al pubblico da parte delle aziende:

  • non avere un sito web
  • avere un sito web troppo "povero": che significa privo di informazioni, dove mancano le liste di beni e servizi offerti, o addirittura con scarse indicazioni per raggiungere la sede.
  • avere un sito web "troppo": cioè con pagine troppo lunghe, difficile da consultare, lento da caricare e con troppe distrazioni visive 
  • non curare l'estetica del sito: l'occhio vuole la sua parte; questo non significa creare un sito con effetti speciali, ma  che catturi l'attenzione , che dia una idea dell'azienda gia' al primo impatto
  • avere un sito poco user-friendly, dove e' difficile, per esempio, tornare all'home page
  • non attivare un blog aziendale, dove postare contenuti rilevanti  e aumentare il traffico al sito
  • avere un blog, ma postare con scarsa frequenza e contenuti irrilevanti, poco originali, senza parole chiave o con contenuti copiati 
  • non usare i social network
  • avere un profilo social ma non usarlo attivamente per autopromuoversi, e dialogare con gli utenti
  • non usare i nuovi media per rispondere ai commenti, quelli positivi ma soprattutto quelli negativi.
La questione non è solo puramente tecnologica. 

Una buona comunicazione d'impresa al grande pubblico oggi impone che si applichi una vera e propria strategia.Questa deve tenere  conto delle esigenze dell'azienda e degli interessi del pubblico e sfruttare l'ecosistema digitale per favorire il dialogo fra le due parti. 

Improvvisare  è il più grande errore da evitare. 
Affidarsi a professionisti esperti della comunicazione è un investimento per la società i cui effetti possono non essere immediati, ma sono un passo fondamentale per costruire l'immagine e mantenerla nel tempo. 



lunedì 6 luglio 2015

Te lo dico con parole tue: la scienza di scrivere per farsi capire

Il libro di  Piero Bianucci, "Te lo dico con parole tue", è uscito ormai alcuni anni fa, ma resta comunque un opera interessante e stimolante per chi intenda iniziare a parlare di scienza, a capire cos’è una notizia, come la si tratta e come la si racconta? Questo libro è un elogio della razionalità scientifica, da cui emerge un piccolo manuale di buona (e di cattiva) scrittura che ha valore generale. Leggi il primo capitolo del libro

Fabiana Luise, divulgatrice scientifica, ha ripreso in mano l'opera. Noi le abbiamo rivolto alcune domande. Questo è quello che è nato da questo confronto. 

Piero Bianucci riprendendo uno schema di Massimiamo Bucchi descrive la presenza di almeno 5 livelli principali della comunicazione scientifica. Sembrano interessanti. Potremmo aggiungere altro alle osservazioni di Bianucci? 

Bianucci riprende lo schema di Massimiano Bucchi, facendo principalmente riferimento alla comunicazione scritta della scienza.
Il primi due livelli di comunicazione scientifica prendono origine dai lavori originali, cioè quelli che vengono pubblicati su riviste scientifiche altamente qualificate previa valutazione della novità di metodo e risultati ottenuti.Il primo livello è intra-specialistico, in cui uno specialista di un settore ,ad esempio Biologia Molecolare,  informa i colleghi ugualmente specializzati di una sua scoperta recente. Il secondo livello è definito inter-specialistico e trova fondamento in riviste altamente qualificate che pubblicano lavori più generali in una determinata area della scienza; ne sono un esempio riviste come Nature e Science.

Si trovano poi: il livello inter-specialistico medio, proprio di riviste che non contengono i lavori originali ma riportano  scoperte scientifiche più o meno recenti in modo da risultare comprensibili sia alla comunità scientifica in senso lato sia ad un pubblico colto; il livello didattico, in riferimento ai libri scolastici che illustrano concetti già consolidati; il livello popolare, quello cioè dei settimanali con rubriche dedicate, ma anche di programmi televisivi o radiofonici.

E' importante sottolineare che, già livello inter-specialistico andando avanti, si può individuare un aspetto divulgativo, cioè di "traduzione" e "spiegazione". Per cui la divisione comunità scientifica- divulgatore-pubblico non è così netta, come sostiene Bianucci stesso.
Infatti in Inghilterra non esiste un termine equivalente a divulgazione scientifica come " diffusione della scienza al largo pubblico" ma si usa il termine generale di science communication. Questa include sia la comunicazione fra scienziati in generale sia la diffusione della cultura scientifica al largo pubblico e viene spesso abbreviata con scicomm. Rientra in questa definizione anche la science popularization (popsci) o outreach, che ha principalmente l'intento di avvicinare la cittadinanza a temi scientifici di interesse generale. Questo avviene sia tramite il giornalismo scientifico  di vario genere, sia in maniera creativa attraverso specifici eventi museali o teatrali, esibizioni, festival scientifici e campagne informative. Quest'ultimo aspetto potrebbe essere definito nel nostro Paese come mediazione scientifica, cioè l'impiego di tecniche e linguaggi da settori culturali differenti (letteratura, fotografia, animazione, recitazione eccetera) per comunicare tematiche scientifiche.

A un certo punto l'autore parla del significato e dell'importanza dei cinque principi dell'etica della comunicazione di Edmund Lambeth. Puoi spiegare brevemente di cosa si tratta? 

I cinque principi costituiscono una guida per il giornalista al fine di svolgere la sua professione senza separare coniugando notiziabilità dell'informazione e correttezza della notizia.  Il buon giornalista deve :

  • verificare i fatti e le fonti (principio di verità) prima di esporre la notizia, 
  • essere imparziale senza modificare il contenuto a seconda di opinioni personali (principio di giustizia),
  • avvalersi della libertà di stampa (principio di libertà),
  • non danneggiare terze parti (principio di umanità),
  • offrire un servizio alla società, incoraggiando il dialogo dei lettori con le istituzioni e gli organi di informazione (principio di responsabilità).

Cosa sono la Carta dei Doveri e la Carta di Treviso? Secondo te dovrebbero essere regolamenti adottati solo dai giornalisti professionisti o in generale norme di comportamento da chi vuol fare comunicazione (es blogger, comunicatori, ecc)

La Carta dei doveri  è un codice deontologico per il giornalista con cui si regolamenta la sua professione  in termini di comunicazione dell'informazione (accuratezza delle fonti, obbligo di rettifica e replica), di tutela di terzi (rispetto della privacy, assenza di discriminazioni, interessi dei minori ), di lealtà personale (garanzia di imparzialità, divieto di prestare il proprio nome alla pubblicità o pubblicare contenuti per interesse personale). 
La Carta di Treviso è poi un documento con cui si regolamenta l'attività del giornalista con cui si regolamenta la sua attività in riferimento al rispetto e alla tutela dei diritti dei minori. 

Ai nostri giorni il web rappresenta una delle principali fonti di informazione e sempre più cittadini reperiscono informazioni online.  E' indispensabile perciò che queste regole siano osservate dai professionisti non solo della carta stampata ma anche del giornalismo online.
Un altro aspetto da non sottovalutare però è la comparsa di metodi di comunicazione online alternativi quali blog,social network e progetti di comunicazione collaborativa. Questi strumenti sono preziosi in quanto hanno dato impulso alla comunicazione in forma orizzontale ; è pur vero, pero', che il fatto che chiunque può dare informazione ed esprimere opinione può dare via libera alla diffusione di notizie errate.
La tematica è piuttosto complessa, in quanto non si può impedire al libero cittadino la libertà di espressione. Tuttavia sarebbe utile applicare un certo livello di regolamentazione alla comunicazione online, coniugata, laddove necessario, a opportune campagne di informazione. Ciò quantomeno per evitare la diffusione di falsità o di contenuti lesivi della libertà e dell'identità altrui.


mercoledì 24 giugno 2015

10 REGOLE PER SCRIVERE TESTI D'EFFETTO

Stai pensando di aprire un blog personale? Scrivi già ma il numero di visitatori è basso? Ti stai chiedendo cosa hai sbagliato e cosa potresti fare per attirare più lettori? Vorresti migliorare la qualità di scrittura?

Sei tra quelli che pensano che scrivere per il web sia diverso dallo scrivere un articolo per la carta stampata?  Hai perfettamente ragione, ma solo in parte. 



I lettori del web sono diversi dai lettori tradizionali. Non leggono, scorrono. In sostanza è così  perché la maggior parte dei lettori del web si preoccupa di ottenere le informazioni che cercano nel più breve tempo possibile. Perciò catturare e mantenere alta la loro attenzione è tanto necessario quanto complicato.

D'altro canto, rimane sempre valido il concetto che i contenuti debbano essere autorevoli e cioè accurati, grammaticalmente corretti, scorrevoli e piacevoli da leggere.

Quando leggiamo usiamo delle "inferenze":  un errore, una sgrammaticatura influisce sul flusso del pensiero, rallentandolo.  Tanto più se il post tratta argomenti di scienza, data l'esigenza di semplificare argomenti complessi, senza banalizzarne l'informazione.

Questo ovviamente non significa spersonalizzare il proprio stile. Anzi, lo scrittore di successo nel mondo digitale è colui che si distingue dagli altri nello scrivere articoli brillanti ed efficaci.

Insomma, bisogna adattare il proprio stile al web.

La buona notizia è che ciò non sarà difficile per chi scrive abitualmente. Per tutti gli altri, c'è solo da imparare con la pratica.

REGOLE SPICCIOLE

Per iniziare, ecco raccolte 10 regole di stile per la scrittura su blog, applicabili alla scrittura online in generale.


1. Frasi brevi. Un periodo lungo, con molte subordinate rende difficile la comprensione di concetti soprattutto quando ci si concentra di fronte a un tablet o a un ereader fino a far perdere il senso di quello che si vuole comunicare.

         Esempio: la frase 
ogni giorno introduciamo nel nostro corpo piccole quantità di sostanze di certo non salutari che fortunatamente, grazie ad una dieta varia ed equilibrata e a uno stile di vita sano, solitamente vengono neutralizzate dai nostri sistemi di difesa, di conseguenza risulta sicuramente utile informarsi e sapere cosa realmente mangiamo senza però cadere nella  facile, e sempre più frequente, trappola dell' ortoressia (disturbo del comportamento alimentare che porta ad una attenzione eccessiva verso la salubrità e la qualità del cibo fino a diventare un'ossessione). 

         può diventare
ogni giorno introduciamo nel nostro corpo piccole quantità di sostanze  non salutari. Queste vengono solitamente neutralizzate dai nostri sistemi di difesa grazie ad una dieta varia e ad uno stile di vita sano. Perciò è sicuramente utile informarsi e sapere cosa realmente mangiamo senza però che l'attenzione verso  la salubrità e la qualità del cibo diventi ossessione.

2. Fare a pezzi. Suddividere le informazioni in paragrafi separati aiuta il lettore ad acquisire un pò d informazioni alla volta.

Esempio: il seguente era originariamente  scritto come unico "blocco" di testo

Mindfulness, traduzione inglese della parola “sati”, è un termine dell’antica lingua Pali che indica consapevolezza, attenzione e ricordo (Siegel, 2009). Secondo la definizione di Kabat-Zinn (1994), mindfulness significa “prestare attenzione in un modo particolare, intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante”; è una forma di consapevolezza totalmente centrata sul momento presente, in cui tutto ciò che viene notato in termini di pensiero, emozioni e sensazioni viene accettato senza giudicare. 
La pratica della midfulness contribuisce a sviluppare due attitudini: autoregolare l’attenzione sul tempo presente e mantenere un atteggiamento di curiosità, accettazione e apertura verso l’esperienza (Bishop et al., 2004). La mindfulness agisce attraverso i seguenti mediatori: attenzione e memoria di lavoro, regolazione emozionale, decentramento cognitivo, flessibilità psicologica, valori personali, accettazione non giudicante di sé, spiritualità e cambiamenti cerebrali (Bear, 2010). 
Studi recenti suggeriscono che la pratica della minfulness sia associata a miglioramenti nei processi attenzionali, nelle funzioni e nella flessibilità cognitiva (Moore et al.,2009; Van den Hurk, 2010) e una diversa relazione con i propri stati mentali (Van der Valk, 2013). 
La pratica della Mindfulness contribuisce, inoltre, a sviluppare l’abilità di spostare intenzionalmente la consapevolezza da un target all’altro, di osservare i propri stati mentali senza ruminazioni e senza contrastarli, a monitorare i processi emotivi e di pensiero in modo da scegliere in maniera più costruttiva ed efficace e di apprendere ad essere meno reattivi rispetto a ciò che ci accade intorno (Germer, 2005).

3. Usare termini semplici. Nel caso di argomenti scientifici, laddove possibile, si tratta di tradurre parole molto tecniche con altre più note. Procedendo dal noto all'ignoto. 
Per esempio se "enzima" risulta difficile, iniziamo a parlare di "proteina", termine più generico per poi procedere approfondendo e spiegando il concetto cui vogliamo arrivare. 

4. Le informazioni principali all'inizio. Presentiamo nel primo paragrafo l'argomento centrale del discorso. In questo modo il lettore sarà rassicurato dalla comprensione dell'argomento ed eventualmente stimolato a proseguire la lettura.

Esempio:
Pochi argomenti come l’omosessualità e l’orientamento sessuale in genere suscitano ancora un così forte dibattito fra le varie fazioni, spesso guidate più da ideologie che da un approccio razionale ai fatti. Lasciarsi trascinare dall’impeto è un errore che facciamo tutti, è umano, ma ciò che ha permesso un’evoluzione in ogni aspetto della nostra esistenza è l’approccio imparziale e scientifico ai fatti. Questo approccio consiste prima di tutto nello sgomberare la mente da ogni giudizio personale e di sforzarsi di capire. Questo è proprio l’obiettivo che mi sono posto con questo articolo.

5. Titoli informativi. I titoli devono essere accattivanti, non vaghi. Questo perché il lettore vuole capire già dal titolo se l'argomento lo interessa.

Ad esempio, un titolo generico "Genetica e invecchiamento" è perfetto se intendiamo offrire informazioni di ampio respiro sul tema, ma non va nel caso si desideri trattare esculsivamente di un gene X recentemente scoperto come coinvolto nell'invecchiamento.

6. Sottotitoli. In neretto, aiutano a centralizzare il contenuto dei singoli paragrafi. Nell'esempio al punto 2, i singoli paragrafi possono essere chiamati : Cosa significa 'mindfulness'? - A che serve?- e così' via.

7. Parole chiave. Servono al lettore sia  per trovare argomenti, sia per il posizionamento sui motori di ricerca. Perciò è bene usarli nel titolo (un esempio è quello riportato per questo post) ma anche all'inizio dell'articolo.

8. ... ma evitare lo 'stuffing', evitando cioè ripetere parole chiave più volte nello stesso contesto senza una reale necessità. Pratica considerata spamming da Google e severamente punita con vistose penalizzazioni.  

Esempio:

Questo post parla di come scrivere blog di successo. Scrivere per il blog non è diverso dalla carta stampata. Scrivere per il blog è più facile se si seguono questi 10 consigli...

9. Link. Sono diretti ad altri blog o siti web rilevanti, preferibilmente all'inizio e alla fine del testo.

Esempio:

Fervono i preparativi sulla ISS per il rientro del primo trio dell’Expedition 43. Samantha Cristoforetti [@AstroSamantha] e i suoi compagni di missione Terry Virts e Anton Shkaplerov stanno per lasciare la Stazione Spaziale Internazionale che dal 23 novembre 2014 li ha ospitati per ben 200 giorni

10. Includere una call to action. Non è obbligatorio, ma in alcuni casi risulta efficace dal punto di vista comunicativo.

Esempi:

- se questo argomento ti interessa, continua a leggere...
- se vuoi approfondire, consulta questi siti...
- se vuoi contribuire, manda i tuoi contributi a:...