martedì 15 febbraio 2011

I “25 comandamenti” che ogni giovane giornalista deve conoscere prima di pensare e scrivere


Chiarezza e accuratezza fanno la differenza tra chi ha l’animo e le proprietà di un giornalista e chi invece pensa di esserlo.

Qual è la differenza tra un giornalista e un “bravo” giornalista?

Lo ha spiegato Tim Radford durante una lezione tenuta lo scorso 19 gennaio scorso all’Imperial College di Londra.
Radford non è un giornalista qualsiasi: è una penna storica del Guardian con trent’anni di esperienza alle spalle: un vero “mostro sacro” della comunicazione.
Venticinque sono i comandamenti che mai dovrebbero essere trascurati in una professione come quella del giornalista. Ma ha lasciato intendere che ce ne potrebbero essere molti di più.
Primo e più importante: ricordiamoci che non stiamo scrivendo per noi stessi ma per i nostri lettori.
Chi legge deve essere il nostro punto di partenza. Usiamo quanto più possibile parole semplici, idee chiare e concetti sintetici. Questo ci avvicina a chi ci legge.
Non sopravvalutiamo mai la conoscenza del pubblico, e non ne sottovalutiamo l’intelligenza.
La vita è complicata, ecco perché il giornalismo non dovrebbe esserlo.
Il Lettore si aspetta che esprimiamo in modo semplice questioni complicate come la politica, la medicina, la società. Un bravo giornalista deve imparare a “sbrogliare la matassa”, cercando di setacciare e diradare le complicazioni, rendendole piacevoli alla lettura.
Questo perché chi paga il giornale vuole informazioni semplici e veloci .
“You read what you read”, il Lettore legge ciò che vuole leggere a seconda che l’articolo rispecchi il suo senso di divertimento, ironia, eccitabilità. E questo dovrà fare un bravo giornalista: scrivere pensando che chi leggerà proverà una qualsiasi di queste emozioni.
“Words have meanings”, le parole hanno un significato e dobbiamo rispettarlo. Scrivi conoscendo il giusto senso delle parole: una parola per un solo concetto! Limita le metafore, i cliché, i luoghi comuni.
Leggere, leggere e ancora leggere: giornali, letteratura, poesie, fumetti solo così un giornalista capirà il potenziale delle parole e l’uso che ne farà. Nella pratica un giornalista deve essere sempre “beware of all”, attento a tutto.
Infine chi scrive ha una grande responsabilità, non solo nei confronti della legge, ma soprattutto nei confronti della verità. Chi scrive deve sempre considerare tutti i punti di vista, descrivere la notizia in modo obiettivo.

Potete leggere l’articolo originale al seguente link:
http://www.guardian.co.uk/science/blog/2011/jan/19/manifesto-simple-scribe-commandments-journalists

Nessun commento:

Posta un commento