domenica 6 febbraio 2011

RADIO3: CACCIA ALLO SCIENZIATO

L'articolo seguente è di Marco Malaspina

"Ricercati speciali", questo il titolo dell’iniziativa di Radio3 per dare una voce e un volto ai protagonisti e alle protagoniste della ricerca italiana. Una foto e dieci righe: è tutto quello che serve per entrare a far parte dell’album segnaletico del terzo canale Rai. In attesa del 22 febbraio.

L’appuntamento quotidiano in FM è alle 10:50, sulle frequenze di Radio3. Per tutto il mese di febbraio, il programma “Chiodo fisso” è dedicato ai ricercatori. E chi non riuscirà ad afferrare il microfono? Niente panico, l’opportunità per raccontarsi c’è, ed è aperta a tutti: «Biologhe e drammaturghi, chimici e filologi, architetti e astronome, matematiche e linguisti, musiciste e archeologhe, geografi e informatici, fisici e geologhe, storiche dell’arte e veterinari, e tutti coloro che vivono sperimentando, osservando, inventando», recita l’invito. A patto di metterci la faccia. Ed essere disposti a diventare “wanted”.

Come? Per fortuna non siamo nel vecchio west, armi e munizioni questa volta non servono: bastano una foto e dieci righe. Per parlare di sé e del proprio lavoro, raccontare la propria giornata, fra gioie e frustrazioni. E nemmeno occorre attendere che un cacciatore di taglie si metta sulle vostre tracce. Basta andare sul sito dedicato all’iniziativa, Ricercati speciali, e seguire le istruzioni. Le locandine disponibili iniziano già a riempirsi, dunque meglio non indugiare troppo.

Anche perché, spiegano gli organizzatori, alcuni dei profili pubblicati sul sito potrebbero diventare le storie che verranno raccontate in radio. E il 22 febbraio i dieci minuti in palinsesto si amplieranno a coprire l’intera giornata, dedicata per l’appunto alla ricerca: «a partire dall’alba, con “Qui comincia”, fino alla serata speciale di Radio3Scienza – Radio3Suite, i programmi di Radio3 raccoglieranno le storie, le speranze, i travagli, le passioni e le voci di ricercatori e ricercatrici e discuteranno problemi e prospettive della ricerca in Italia».


Fonte: INAF




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