domenica 3 aprile 2011

Una collezione di domande per il divulgatore scientifico sul web e social network


Se è vero che l'intelligenza si definisce maggiormente dalla capacità di porsi le giuste domande piuttosto che nel cercare a tutti i costi delle risposte spendibili, direi che i quesiti sui quali chi come noi si occupa di comunicazione e più ancora di "divulgazione" scientifica dovrebbe soffermarsi a riflettere, ricorsivamente, ogni giorno, sono in numero davvero considerevole e, permettetemi di sottolinearlo, talvolta neppure particolarmente tranquillizzanti sul piano delle politiche dell'informazione e delle relazioni sociali.

Vi riporto di seguito una collezione di domande, tratte dagli ultimi interventi relativi alla divulgazione di base della chimica e contenuti nel blog chimiCOMPRENDE di Chimicare.org:

Quali sono i soggetti più credibili, agli occhi non tanto della comunità scientifica quanto del navigatore un po' più a digiuno di scienza, quando si è alla ricerca di un contenuto informativo o formativo scientifico? Quali garanzie di affidabilità essi riescono a garantire, ma anche quale livello di fruibilità e, diciamolo pure, anche di incontro con le domande dei potenziali lettori essi riescono ad assicurare? Quale sensibilità mostra il navigatore medio nei confronti della citazione delle fonti, ed inotre... le stesse fonti risultano sempre tracciabili e quindi menzionabili, in qualsiasi tipo di divulgazione scientifica?
Quali azioni può intraprendere il mediatore culturale scientifico per poter sostenere il suo operato in termini di credibilità ed autorevolezza nei confronti dell'utenza?
Come possiamo fare i conti, nei panni del divulgatore ma provando anche a calarci in quelli del lettore, con il fatto che nessun motore di ricerca sarà mai in grado di valutare la "veridicità di merito" di un contenuto scientifico e continuerà a giustificarne il piazzamento nelle ricerche unicamente sulla base di criteri riguardanti situazioni di contorno come keywords, titoli, tag vari, citazioni da altre pagine, ecc?
Fino a che punto il navigatore ha la consapevolezza che una bufala ripetuta da tanti non diventa
automaticamente una verità? E che le risposte più soddisfacenti non sono necessariamente quelle più "vere"? E quali sono non solo i punti di forza ma anche i potenziali limiti del sistema Wikipedia, specie quando ci si addentra nelle nicchie tematiche delle quali il panorama scientifico risulta particolarmente ricco?

E ancora:

Quali sono i soggetti deontologicamente più indicati come protagonisti nell'ambito della divulgazione scientifica, quella per intendersi "di base" e con finalità almeno in parte formative? Fino a che punto è lecito l'ossequio al monopolio dell'autorevolezza (mi si perdoni questo neologismo concettuale) del mondo accademico universitario, tipico del panorama italiano?
Qual'è la differenza di approccio e di progettualità comunicativa che potrebbe ragionevolemente differenziare l'attività di un giornalista scientifico con formazione primaria di tipo giornalistico da uno con formazione di tipo scientifico?
Davvero aziende e singoli professionisti sono e devono essere trattati con diffidenza in questo ambito, per quanto la loro esperienza sia talvolta molto più vicina ed a contatto con la potenziale utenza, senza affatto escludere valenze pratiche ed interdisciplinari, di fatto spesso al di fuori della portata della maggior parte dei ricercatori?
Perchè i colleghi di settore sono spesso i più acerrimi nemici dei nostri individuali progetti di divulgazione della scienza? Chi ci rimette, o teme di rimetterci, da una maggiore e più capillare acquisizione di una cultura scientifica da parte della base sociale del nostro Paese?

Ecco, non aggiungo altro.
Credo che gli spunti di riflessione, nonché le provocazioni inserite fra le righe, siano già in numero sufficiente per giustificare qualche ulteriore considerazione, nonché la descrizione di esperienze personali da parte dei colleghi coinvolti.

Per chi fosse interessato ad insistere ulteriormente su queste domande, ma anche a provare a leggere le risposte che, molto timidamente, ho provato a fornire sulla base dei miei ultimi anni di esperienza come navigatore prima ancora che come divulgatore scientifico, posso suggerire la lettura di: "soggetti e criteri nella divulgazione chimica di base"


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