giovedì 6 ottobre 2011

IL TEMPO: Meglio la Treccani o Wikipedia?

Che i giornali cartacei generalisti abbiano i giorni contati non lo dico io e a ucciderli non sarà Internet, spiega The Economist.

Oggi distrattamente, mentre mi informo sul DDL sulle intercettazioni, mi cade l'occhio su un editoriale di un certo sig. Alberto di Majo che su "il Tempo" definisce Wikipedia uno strumento pieno di strafalcioni e invita a tornare alla vecchia Treccani o alla Enciclopedia britannica.

A questo signore avrei piacere di spiegare che accostare questi due strumenti non ha coerenza logica. Non si può infatti paragonare una cultura distribuita, mondiale e gratuita, per tutti, come Wikipedia, e la cultura di una casta di individui disposti a spendere 10-15.000 euro, come giustamente commenta un lettore sconcertato.

"Wikipedia non è un'enciclopedia. E 'una città virtuale, una città in cui è viva l'esportazione al mondo dei suoi articoli enciclopedici, ma con una vita interna propria". 


Dice Tim O'really, che in quanto a diffuzione della cultura ne sa qualcosa. 

Ma c'è di più: di Majo forse non è al corrente dei risultati di un celebre studio statistico pubblicato qualche anno fa su Nature (una tra le riviste peer review più prestigiosa e autorevole al mondo) che decretò come la presenza di refusi nell'Enciclopedia Britannica siano numericamente paragonabili a quelli della controparte digitale. Ne parlarono i media di tutto il mondo.



Errare umanum est!

Mi sforzo di capire e compio un'altra ricerca trovando questo suo a dir poco incredibile passaggio.


In cui si accostano le ipotesi fantasiose, antropocentriche e pseudoscientifiche dell'intelligent design ("credo invece in un disegno ordinatore"), rifiutate non solo dalla scienza ma anche, paradossalmente, dalla dottrina cattolica, mettendole sullo stesso piano delle migliaia di prove scientifiche a favore della teoria dell'evoluzione. Favole e leggende contro verifiche sperimentali.

Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur.

Su una cosa però sono d'accordo con di Majo: di stupidaggini in rete se ne leggono tante: anche sui quotidiani però.

Propendo invece (così il Tempo non potrà accusarmi di perorare la "fede" Wiki-Ultra, come la identifica) per la cautela adottata dal Prof. Umberto Eco, che a proposito dell'enciclopedia diffusa consigliò di utilizzarla come qualsiasi altra fonte: cum grano salis.


Qualcuno, poi, sembra pensarla peggio di me, e così anche qualcun altro.

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