lunedì 16 marzo 2015

HAMSTERISATION: LA RUOTA DEL CRICETO

La corsa alla notizia priva di contenuti nell'era digitale

Internet ha avuto un impatto forte sul mondo del giornalismo. Prima della nascita del Www, i giornalisti avevano la loro sede presso le agenzie di stampa, i giornali, la radio, la televisione. Ma la comparsa di forme di comunicazione quali social network e blog ha dato nuovo potere ai giornalisti di utilizzare tali strumenti digitali per ricevere e pubblicare notizie, lanciare  opinioni, articolare.
In una parola, informare.

Ma anche disinformare. Perché questo?





LA RUOTA DEL CRICETO 

Trasmettere informazioni sempre più attuali e nel più breve tempo possibile è sempre stato un bisogno impellente nell'industria dell'informazione. E Internet ha dato una marcia in più. L'idea del giornalista che va per strada a caccia di notizie o che siede lunghe ore alla sua scrivania per elaborare il pezzo è soppiantata dalla figura del giornalista "multitasking", che usa più canali e più mezzi per confezionare le notizie in modi differenti.

Il problema, però, è che velocità di trasmissione e molteplicità di mezzi a disposizione non sempre vanno in sintonia. 
Il rischio è che la frenesia di "arrivare primi" nell'eterna ricerca di informazioni sensazionali riduca il sapiente lavoro di documentazione e scrittura giornalistica a non più di una manciata di battiti di tastiera.

È quello che nel 2010, in un pezzo sul Columbia Journalism Review, Dean Starkman definisce La ruota del criceto.
La ruota del criceto - scrive Starkman - non è velocità. È moto in funzione del moto... volume senza pensiero. È gettare panico sulle notizie, mancanza di disciplina, incapacità a dire no.
In pratica, il rischio cui si sta andando incontro nel modo di dare informazione è scrivere di più e il più velocemente possibile senza curare la qualità dell'informazione.

La Federal Communication Commission americana in un report del 2011 sostiene che  il ridimensionamento delle sale di redazione e il potere del digitale fa sì che la pressione avvertita dal giornalista  a ricercare affannosamente  notizie  e aggiornamenti lo porti a fronteggiare le scadenze continue mediante un continuo  twittare e  linkare notizie prima ancora di scrivere propriamente.

Ecco che l'immagine della  inarrestabile "corsa alla notizia"' riproduce quella nota della ruota del criceto.




IL PROBLEMA DELLA QUALITÀ DELL'INFORMAZIONE

Demonizzare i media digitali allora? Ovviamente no. La diversificazione, la ricchezza, i vantaggi offerti dai nuovi media digitali ne fanno delle risorse  troppo preziose e affascinanti per poterle archiviare. In più, il trend è talmente in forte crescita, che una qualunque redazione di televisione o di rivista che non fa uso di questi mezzi rischia di perdere contro le redazioni concorrenti. Nonché l'opportunità di farsi conoscere dal  pubblico, che è parte attiva del flusso di informazioni che si produce tramite i nuovi mezzi di comunicazione digitale.

La risposta è, dunque, nell'uso sapiente dei nuovi strumenti digitali. Utilizzarli cioè senza mai dimenticare il diritto del pubblico ad essere informato correttamente e non "bombardato" di informazioni prive di contenuto e credibilità. In altre parole, la chiave è nella qualità.



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