mercoledì 14 ottobre 2015

ANTONIO FAGO: TUTTI UNITI PER L'AMBIENTE

Un centinaio di accademici, figure di spicco della società civile tra cui Desmond Tutu, Vivienne Westwood, Naomi Klein e Noam Chomsky si riuniranno in un'azione globale per migliorare le sorti climatiche del pianeta. L'occasione è la prossima Conferenza delle Parti dell'Onu sul cambiamento climatico, prevista a Parigi a dicembre. 



"L’ obiettivo - spiega Antonio Fago - è di sensibilizzare la collettività a rivedere stili di vita e comportamenti, promuovendo le buone pratiche. Fattori indispensabili per ridurre drasticamente l'impatto negativo dell'umanità sulle scarse risorse naturali a disposizione". E chiarisce come questo sia un momento storico, in cui è necessaria una crescente pressione dei cittadini per portare a un vero e proprio cambiamento strutturale.

"Come Unione europea abbiamo già mandato le nostre proposte e adesso aspettiamo quelle degli altri. Ma il rispetto dell'ambiente - continua Antonio Fago - non è solo una questione politica: sono tutti i cittadini, con i loro comportamenti quotidiani, a poter cambiare lo stato delle cose. La sostenibilità ambientale deve partire dalla società civile”.

Convinto anche il sottosegretario generale delle Nazioni Unite Achim Steiner. "Nel secolo scorso abbiamo assistito a una rapida trasformazione del nostro rapporto con la natura, con un uso crescente delle risorse naturali che ha messo a rischio l'ambiente - commenta Steiner -. Al momento stiamo utilizzando il 40% delle risorse della terra. Se la popolazione mondiale e i consumi dovessero aumentare a un ritmo invariato - conclude il direttore esecutivo dell’Unep -, in linea con il mercato, l'utilizzo annuo di risorse naturali potrebbe triplicare rispetto i livelli del 2000, fino a raggiungere i 140 miliardi di tonnellate nel 2050”.

Tra i firmatari dell'appello, l'organizzazione italiana Fairwatch. «La 21a Conferenza delle Parti di Parigi è un'occasione storica - dichiara Alberto Zoratti, presidente di Fairwatch e delegato accreditato Ong alla COP21 - per riuscire a invertire la rotta di politiche che, piuttosto che affrontare e risolvere il dramma del cambiamento climatico e delle tragedie che si porta dietro, sembrano ignorare il problema proponendo false soluzioni».

La recente bozza di documento negoziale resa pubblica il 5 ottobre scorso dalle reti della società civile, mostra come l'obiettivo sostanziale sia quello di orientarsi sempre più verso un sistema non vincolante, basato su impegni volontari di riduzione delle emissioni e di stanziamento di risorse. Un approccio che risponde certamente alle esigenze delle lobby economiche ma che non è all'altezza della sfida posta dal climate change.

«La centralità dei mercati, la liberalizzazione dei commerci sono sempre più proposti come la risposta alle crisi che stiamo vivendo - continua Zoratti -. Ma frenare il cambiamento climatico significa ripensare radicalmente il nostro modello di sviluppo, abbandonando i combustibili fossili, focalizzando risorse sulla crescita di economie e agricolture locali, sostenibili e adatte alle esigenze delle comunità e dell'ambiente. Quanto i grandi gruppi economici siano realmente interessati ad un futuro più sostenibile è dimostrato dal caso Volkswagen e da come gli standard ambientali siano troppo spesso considerati limiti da aggirare se non addirittura disarticolare, a tutto vantaggio di manager e azionisti».

Fairwatch, tra i promotori della Campagna Stop Ttip Italia, sarà presente alla COP21 di Parigi in qualità di osservatore e parteciperà alle iniziative e alle mobilitazioni organizzate dalla piattaforma di movimento Coalition 21.


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