martedì 15 dicembre 2015

DIARIO DI UN NETWORKER

Le dieci Regole d'oro per avere successo nel network Marketing di Pierfelice Minoia, già presidente di SDL Centrostudi, passata recentemente in mano all'ex magistrato Piero Calabrò.



Oltre a venire rappresentata in pillole una esaltante esperienza umana, personale e professionale si percepisce con semplicità lo spessore, l’intensità e la qualità delle emozioni con cui l’autore ha vissuto fino ad ora la propria esistenza.

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Diario di un Networker rappresenta il suggerimento onesto e vitale per integrarsi in modo compiuto nel mondo del lavoro sempre più povero del posto fisso: un mito questo sempre più al tramonto e destinato ad essere relegato a poche sacche applicative e comunque non più di massa.

Il futuro è fatto di relazioni: in un mondo nel quale non c’è quasi più nulla da inventare il saper “cucire” l’incontro di persone, i bisogni e le soluzioni, le aspettative con le applicazioni tutto ciò diventa il nuovo mestiere evoluto.

Il venditore che lavora e sa lavorare in rete; creando, alimentando e gestendo un gruppo di persone oltre a generare una evoluzione nel mondo del lavoro crea comunità e sviluppo sociale solidale.
Infatti tutti nel gruppo si sentono protetti, imparano e possono crescere ma al contempo le individualità più spiccate non vengono castrate e possono esprimersi diventando esempio e punto di riferimento per tutti.

Una famiglia allargata insomma, una comunità legata si dall’esigenza di lavorare ma con il desiderio e la possibilità di evolvere in un percorso libero ma protetto.

Ecco come il modo di approcciarsi al mestiere del venditore in un contesto di rete condivisa diventa un’opportunità non solo professionale ma di vita; vita nella quale trasferire parte dei principi acquisiti lavorando: poche regole ma strette e dove ogni giorno devi prendere delle decisioni non solo per te stesso e poi attivarti per concretizzarle (pensiero e azione).

In una società che ti rimbambisce con una miriade di statuizioni – a volte perfino contraddittorie tra loro – individuare pochi ed essenziali punti di riferimento a cui ispirarsi e su cui concentrarsi diventa un toccasana e la chiave di volta per centrare i propri obbiettivi.
Del resto che cosa è il lavoro? Assolta la quota di necessità è lo strumento con il quale possiamo affermare la nostra professionalità… e a volte la nostra identità: noi siamo ciò che facciamo! Ma cosa facciamo? E soprattutto come lo facciamo? Questa lettura ci apre una nuova via, ci dice che il riscatto personale può avvenire più facilmente in gruppo e con la forza del gruppo: il gruppo oltre a spostare economicità sposta e crea pensieri, idealità, principi: insomma fa cultura oltre che generare la crescita a 360°.

In un momento sociale in cui la crisi miete ancora troppe vittime l’operare in una rete vera (non quella del web dove troppo spesso si nascondono personalità inquiete o predicatori poi poco avvezzi a ben razzolare) genera il progredire delle idee e del fare … e dal fare è inevitabile che (poco o tanto) ne derivino dei risultati.

Attraverso l’opera dell’autore ed i suoi occhi è quindi possibile leggere ciò che si deve fare per raggiungere obiettivi e risultati di soddisfazione: una ricetta vera la Sua con spiegati gli ingredienti per cucinare il “il piatto” vincente per la propria esistenza.

Tutti avremmo diritto a toglierci nella vita delle soddisfazioni ma spesso queste sono rare se non delle chimere.
Probabilmente perché non ci erano noti i segreti da utilizzare e che qui ci vengono svelati in questo bel racconto autobiografico.
Ciò che però maggiormente colpisce dalla fresca lettura di questo saggio è la (profonda) leggerezza con cui si percorre in poche pagine una vita importante e che ha saputo essere degna di essere vissuta: perché è sempre stata interpretata con passione.

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